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MEDAGLIA D'ORO LAERTINA ALLE OLIMPIADI GIOVANILI DI SINGAPORE

Quante volte capita che si abusi dell'aggettivo "storico". Questa volta no. Questa volta lo sport ionico, con una sua "figlia" di Laterza, entra davvero nella storia. Anna Clemente, 16 anni. Gli annali dello sport italiano nei decenni a venire ricorderanno questo nome. E' la prima italiana ad aver conquistato una medaglia d'oro nell'atletica alle Olimpiadi Giovanili, la cui prima edizione è in corso a Singapore.

Un oro che arriva dalla marcia, competizione da sempre deposito al quale l'Italia attinge le sue medaglie più preziose. Anna Clemente come Giuseppe Dordoni e Abdon Pamich, pionieri di questa disciplina che è passione e sofferenza. Come Maurizio Damilano, Ivano Brugnetti, Alex Schwarzer. Come Ileana Salvador, Erica Alfridi ed Elisa Rigaudo. Campioni di tutte le epoche. Nomi che sono la storia della marcia italiana ai quali oggi si aggiunge quello di Anna Clemente, medaglia d'oro nella 5 chilometri delle prime Olimpiadi Giovanili, riservate alla categoria Allievi.

Anna nella serata di Singapore (mezzogiorno di ieri in Italia) ha alzato le braccia alla fine di uno sprint entusiasmante contro la cinese Yanxue Mao, battendola per appena 2 secondi e 4 centesimi. Ha chiuso in 22 minuti, 27 secondi e 38 centesimi, stracciando il proprio precedente primato personale (23'00"09) e fissando il nuovo record italiano Allieve che apparteneva da tre anni alla sua compagna di allenamenti, la mottolese Antonella Palmisano (22'58"52).

«Ero partita con l'intenzione decisa di tenermi il terzo posto - commenta Anna a fine gara - così, a parte l'inizio dove mi sono fatta un po' imbottigliare, ho preso la scia dell'ucraina Galchenko. Ho tenuto la mia terza posizione con tenacia, ho controllato per gran parte della gara, fino a quando, per inerzia, non mi sono ritrovata seconda, davanti alla russa Leontyeva. A quel punto ho messo nel mirino la Galchenko e nella mia testa ho cominciato a gridare, posso vincere, oddio posso vincere! Tutto d'un botto l'ucraina è scoppiata e io ho realizzato un sogno. Dedico questa medaglia al mio coach dell'Atletica Don Milani, Tommaso Gentile e alla mia famiglia che mi ha sempre supportato e sopportato».

Da ieri il nome di Anna Clemente è scritto a caratteri di fuoco, anzi d'oro, in tutti gli almanacchi dello sport italiano. Quando negli anni a venire si scorgeranno le statistiche dell'atletica leggera italiana, in cima alle medaglie vinte alle Olimpiadi Giovanili, ci sarà il nome di Anna Clemente da Laterza, oro nella 5 chilometri di marcia il 21 agosto 2010 a Singapore.

MEDAGLIA D'ORO AD ANNA CLEMENTE: OLIMPIADI GIOVANILI DI SINGAPORE

Ciao Vi presento Baffo

Ecco il mio amico Baffo. Da una ventina di giorni vive sul mio terrazzo (almeno i piccioni hanno fatto le valigie e se ne sono andati). Mi sta distruggendo un pò di piante però è molto affettuoso (vuole lui le coccole). Comunque mi piace, è molto giocherellone.

Lui viene da Manduria (precisamente dalla Fattoria Il Noce), me lo hanno regalato. E' un gatto Europeo, maschio e al momento ha solo tre mesi di vita (data di nascita stimata al 22 marzo 2010). Mi raccomando al suo compleanno fategli gli auguri con una bella scatoletta di carne!

 

MARIA SS. MATER DOMINI - PATRONA DI LATERZA (TA) - Festa Solenne 20 Maggio

LA STORIA

Il nostro viaggio nella storia punta dritto a quel secolo, denso e contraddittorio, che fu il Seicento. Periodo di rivoluzione scientifica e di peste, di dominio spagnolo e di Controriforma.

Un secolo che a Laterza, come in tutto il Meridione, significò baronaggio. La famiglia che si fregiò della signoria laertina in questo periodo fu quella spagnola dei D’Azzia, regnante fino al 1655.
Solo qualche anno prima, nel 1650, l’evento che, secondo la tradizione popolare, manifestò la predilezione della Vergine per i laertini. E che proprio con uno dei marchesi D’Azzia, Giovanbattista, aveva a che fare.

Raccontano le cronache, infatti, che nella primavera del 1650 nella Laterza “fedelissima” della pastorizia e dei soprusi baronali, un inconsueto clima rigido impediva il pascolo alle greggi di pecore. Fu l’umile pastore Paolo Tria, cui il D’Azzia aveva affidato il suo gregge, a pagarne le spese...

Era il 23 marzo 1650: ritenuto responsabile della morte di molte delle 7000 pecore del marchese e in preda alla disperazione, il pastore cercava vanamente nelle campagne vicine un pezzetto di terra libero dalla neve e dal gelo. Fino a quando, stremato, nei pressi della contrada san Francesco, si fermò all’ingresso di una grotta, quasi del tutto ostruito dai rovi. Si inginocchiò e pregò il Signore.
Fu allora che il Cielo scese in terra e davanti ai suoi occhi si manifestò l’indicibile: una donna, con un bambino in braccio, gli apparve avvolta nella luce, suggerendogli di entrare nella grotta per cercare la sua effigie.
La trovò, assolutamente somigliante a quella donna che gli era apparsa, dipinta sul muro di una parete rocciosa della chiesetta: era la Madonna.
Qui le gambe cedettero. E la preghiera fu ascoltata: la Madre promise a Paolo che presto la neve si sarebbe sciolta e gli animali avrebbero trovato da mangiare.

Il miracolo della vita si ripeteva. E, ancora una volta, era stata la semplicità di un umile a commuovere il Cielo e a sciogliere il cuore della Vergine.
Come dei tanti fedeli che nei secoli, di generazione in generazione, si sono raccontati questa storia. Fino a metterla nero su bianco in un atto notarile del 1727, che ancora oggi si conserva nell’Archivio di Stato di Taranto, a firma del notaio Luca Antonio Parisi.

Il legame profondo e privilegiato della Vergine Mater Domini con i laertini si riannoda poi in un altro episodio tramandato dalla devozione popolare.
Il 9 e il 10 maggio 1650, la Mater Domini appare ad una donna, Giulia Dell’Aquila, costretta a letto per una grave infermità. A lei la Madre di Dio rivela la presenza della sua effigie nella grotta di santa Domenica, promettendo pace e consolazione a chiunque l’avesse adorata.

Accorsero in tanti. E fu chiamato l’arciprete della cattedrale di Matera, che accertò i fatti e mise due sacerdoti a guardia della grotta, che fu consacrata.

Negli anni successivi davvero non mancarono schiere di fedeli attirati dal richiamo di quell’immagine benedetta e miracolosa che mostrava il Figlio a tutta l’umanità.
Il culto della Mater Domini si diffuse rapidamente. Tanto che l’11 maggio del 1727, a 77 anni dalle apparizioni, la Mater Domini fu eletta solennemente patrona di Laterza. E la piccola chiesa rupestre non fu più sufficiente ad accogliere tutti i devoti che si recavano in visita alla Madonna anche dalle zone limitrofe.

Si apriva così un altro capitolo della devozione popolare. Che chiedeva adesso un luogo di culto più grande e commisurato alla fede del popolo mariano: il Santuario.

AVVISO PER TUTTI GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA - LIBRI DI TESTO IRC

dal sito www.scuola.elledici.org

Carissima/o Insegnante,

desidero portare alla sua conoscenza alcune delle decisioni che sono state prese unanimemente nella riunione degli Editori Scolastici con Il Servizio Nazionale IRC della C.E.I., svoltasi a Roma il 25.11.2009 :

  • per la campagna scolastica 2009/2010 non potranno essere presentati nuovi testi scolastici, IN ALCUN ORDINE DI SCUOLA, in quanto le nuove indicazioni nazionali di IRC, in via di deliberazione, entreranno in vigore a partire dall’anno scolastico 2011/2012;
  • le Case Editrici, in attesa dell'uscita del DPR per le Indicazioni Irc della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, potranno incominciare a lavorare ai i nuovi testi facendo riferimento all'Intesa CEI-MIUR siglata il 1 agosto 2009;
  • il Servizio accoglierà le richieste di concessione dei nuovi Nulla Osta per i testi Irc per la Scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, solo a partire dal mese di maggio 2010;
  • gli editori e il Servizio Nazionale di IRC della C.E.I. concordano pertanto nel fissare l'uscita dei nuovi libri di testo a partire dall’anno scolastico 2011/2012.


Vi ricordo, nel frattempo, che anche per l’anno scolastico 2010/2011, continuerà la promozione dell’abbonamento gratuito alle nostre riviste didattiche, L’ORA DI RELIGIONE e INSEGNARE RELIGIONE, per tutti coloro che, avendo in adozione, nelle teste di ciclo, i nostri testi scolastici, desiderino usufruire di questi importanti strumenti di lavoro insieme a www.scuola.elledici.org.

Padre Nostro